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Itinerario alla scoperta dei monumenti di Rimini
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rimini_antica_hotel_stresa  In questa sezione troverete un Itinerario culturale che vi porterà a scoprire le bellezze architettoniche di Rimini, perchè Rimini non è "solo" mare e vacanze ma è anche una città che è stata protagonista della storia Italiana sin dai suoi albori.

San Giuliano chiesa-san-giuliano-p

La chiesa di San Giuliano di Rimini apparteneva ad un monastero e fu costruita nell'815. Quello che oggi è visibile a tutti  è il risultato di una ristrutturazione avvenuta nella seconda metà del 1500. All'interno si trovano dei tesori quali: "il martirio di San Giuliani, del pittore Veronese, sistemato sull'altare maggiore (quest'opera fu commissionata al Veronese da alcuni monaci veneziani, e questo fatto testimonia i buoni rapporti tra il territorio di Rimini con Venezia), e sempre sull'altare maggiore, in una tomba di marmo, c'erano fino al 1910 i resti del santo, resti che ora sono in un urna sistemata proprio dentro all'altare; i dipinti laterali dell'unica navata della chiesetta sono stati  eseguiti da Pasquale Ottino nel 1615.


Ponte di Tiberio ponte_di_tiberio_rimini
Se dal borgo di San Giuliano si vuole andare a Rimini centro necessariamente si deve attraversare il Ponte di Tiberio,  uno dei monumenti risalenti al periodo romano, più importanti di Rimini. All'origine il fiume che vi scorreva sotto era il Marecchia, poi il suo corso fu deviato. I lavori di costruzione del ponte iniziati nel 14 d.C. da Augusto furono terminati da Tiberio nel 21 d.C. La costruzione, realizzata con pietra d'Istria, è lunga 62 mt e ha 5 arcate di sostegno (la quinta a nord, è stata eliminata nel 522 e rifatta nel 1600), i piloni sono poggiati su un piano unico e sono obliqui rispetto al baricentro del ponte, per favorire lo scorrere delle acque (esami tecnici realizzati recentemente, hanno portato alla scoperta di una struttura di legno che regge tutto il ponte). Dalle incisioni e bassorilievi che si possono notare sulla facciata che guarda il mare, si capisce che questa facciata era da intendersi la più importante, quasi a voler festeggiare l'ingresso nel porto delle imbarcazioni.


Santa Maria dei Servi santa_maria_corte_dei_servi_rimini
Con il ponte alle spalle andando verso il centro della città, ci si imbatte in una costruzione del 300 con una facciata del 1894, è la chiesa di Santa Maria dei Servi : una sola navata, riedificata nel 1779 da un progetto di Gaetano Stegani (una delle più belle ristrutturazioni italiane del '700), bellissimi stucchi di Antonio Trentanove, ritratti di Sant'Agostino e Santa Monica, un dipinto del Zuccari che raffigura san Paolo sulla via di Damasco e un dipinto di Arrigoni realizzato nel 1594 raffigurante San Giacinto.


Museo Di Rimini museo_di_rimini
In un vecchio convento dei Gesuiti (costruito nel 1746 da un progetto di Alfonso Torregiani) trova la sua sede il Museo di Rimini . Prima di essere adibito a museo, il palazzo è stato  in era napoleonica ricovero per malati. Il Museo di Rimini è il vero centro di raccolta dati e arte del territorio : 40 sale con più di 1500 opere esposte. La sezione archelogica, aperta nel 2003 al piano terra, presenta tutti i ritrovati risalenti al II e III secolo (tra i reperti più affascinanti, gli scavi della residenza Diotallevi, recuperati con i mosaici quasi intatti). Sempre al piano terra una mostra stabile dell'artista riminese Renè Grau. Nell'atrio centrale scoperto del museo, troviamo la sezione Lapidario Romano, tante scrizioni e mosaici risalenti al I secolo. Al primo e secondo piano la Pinacoteca : tanti capolavori di artisti della scuola riminese del 1300, uno su tutti l'affresco "Il Giudizio Universale"; capolavori del 1400/1500 realizzati su commissione dei Malatesta ( opere scolpite da Agostino Duccio, pitture di Giovanni Bellini e opere del Ghirlandaio); opere della scuola riminese e della scuola emiliana-romagnola del 1600(Guido Cagnacci, Guido Reni, Simone Cantarini, Guercino); si possono ammirare anche arazzi fiamminghi, bronzi e ceramiche e stemmi. Una sezione del Museo è dedicata ad autoritratti del 1900.


Statua di Paolo V statua_paolo_V_rimini
Realizzato dai Malatesta. proprio nel centro di Piazza Cavour che è  il salotto della città di Rimini nonchè centro nevralgico commerciale e culturale, c'è la statua di Paolo V. Realizzata nel 1611 e completata da Sebastiano Sebastiani nel 1613 (aggiunse dei rilievi sulla sedia che raffigurano la città di Rimini), in onore del Papa. Sotto la dominazione napoleonica, l'amministrazione locale per timore di vedere la statua abbattuta, la modificò (tolsero il nome del papa, eliminarono la tiara sostituendola con una mitra, e la statua sembrava quella di San Gaudenzo) per ripristinarla e riportarla all'origine nel 1890.


Fontana della Pigna fontana_pigna_rimini
La fontana si trova di fianco alla statua di Paolo V.  Fu Giovanni da Carrara che la ricostruì nel 1543 e si presenta un tamburo centrale a sostegno della pigna (in questa sezione si possono vedere dei bassorilievi di epoca romana). Il tamburo è immerso in due vasche poste una nell'altra, interamente di marmo (queste due vasche risalgono al '400). Per secoli (fino al 1912, anno in cui la città di Rimini fù servita dall'acquedotto) la fontana è stata l'unica fonte di produzione di acqua potabile in tutta la città; la pigna fu messa sulla fontana nel 1809, in sostituzione di una statua che raffigurava San Paolo (la statua ora è in esposizione nel Museo di Rimini). Un opera bella, come belli sono i suoi giochi d'acqua, così armoniosi che affascinarono anche Leonardo da Vinci, quando passò da Rimini e la vide, infatti sulla base della fontana è incisa la frase pronunciata da Leonardo :" fassi un'armonia con le diverse cadute d'acqua, come vedesti alla fonte di Rimini".

Quattro palazzi delimitano  i  lati di piazza Cavour , e sono:
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-Palazzo Garampi,
costruito nel 1562 e ultimato nel 1583, come sede amministrativa, oggi è ancora il palazzo del Comune. Il terremoto del 1672 procurò al palazzo gravi danni, per questo Francesco Garampi lo restaurò nel 1681; il palazzo ha subito una ulteriore semidistruzione, grazie ai bombardamenti sulla città nel corso della seconda guerra mondiale, è stato ovviamente ristrutturato nella forma in cui lo si può ammirare oggi. E' maestoso, ha una loggia con sette arcate al piano terra, una gradinata porta al piano superiore dal quale si vedono due grandi balconi posti agli algoli separati da grandi finestre; in un angolo del palazzo è posta una statua della Madonna realizzata in bronzo.
-Palazzo dell'Arengo,
è il più antico dei palazzi della piazza (si trova il nome "palatium Comunis" nei documenti storici della città), eretto nel 1204 mentre Rimini era governata dal podestà Mario de' Carbonesi. Ovviamente il Palazzo che vediamo oggi ha subito cambiamenti nel corso della storia (terremoti, guerre e cambi di potere ne hanno compromesso l'aspetto d'origine, aspetto che è stato rivelato in parte dopo il terremoto del 1916, quando durante la restaurazione, si è scoperta l'esistenza di archi e colonne di marmo risalenti appunto al 1300), ma l'architetto Gaspare Rastelli che ha curato la sua ultima restaurazione nel 1924 ha provato a rispettare le caratteristiche originali. Il palazzo, simile ad altri palazzi di tipo arengale, che troviamo in altri posti dell'Italia Settendrionale, ha in più degli altri una torre, che serviva ad ospitare riunioni del Gran Consiglio, era anche l'abitazione del podestà e nella parte inferiore era sede del carcere cittadino. Il palazzo ha un architettura romano-gotica, infatti sono presenti merli, arcate a forma ogivale, e fila di finestre; una scala estesrna conduce al secondo piano del palazzo che è sede del grande salone dell'Arengo, che è veramente uno dei più bei saloni d'Italia.
-Vecchia Pescheria,
è uno stabile popolare costruito nel 1747 da un progetto di Giovan Francesco Buonamici, esternamente ha un loggione a due ordini che è aperto con tre arcate; nell'interno invece ci sono due file di banchi realizzati in pietra d'Istria (usati per l'esposizione del pesce), al termine dei banchi quattro fontane. Entrando a visitare la Pescheria si ha la sensazione di sentire le voci dei venditori che propongono le vongole chiamandole "poveracce, anche se ancora oggi gli abitanti di Rimini chiamano la zona : piazza delle poveracce.
-Teatro Amintore Galli,
è l'edificio neoclassico che chiude la piazza Cavour, costruito nel 1843 da Luigi Poletti; questo palazzo più che per dare un teatro alla città, fu costruito per dare un armonia alla piazza, riempiendo uno spazio che era vacante. La prima opera rappresentata nel Teatro fù l'Aroldo di Verdi nel 1857; i bombardamenti della seconda guerra mondiale hanno creato notevoli danni alla struttura che oggi si presenta con un pezzo della facciata originale al piano terra, mentre al piano superiore troviamo la sala Ressi.

Castel Sismondo castel_sismondo
Una costruzione  massiccia, non è più visibile nelle sue forme originali anche se si può immaginare il suo antico splendore. Voluto e fatto costruire da Sigismondo Pandolfo Malatesta nel 1436 con la supervisione di Filippo Brunelleschi, fu terminato per divenire residenza ufficiale dei Malatesta nel 1446. Il corso del tempo ne ha, ovviamente, modificato la struttura: nel 1626 venne in parte distrutto, successivamente vennero eliminate le mura di cinta esterne e alcune torri; cambio destinazione d'uso nel 1826, diventando un carcere fino al 1967. Un quadro di Piero della Francesca però lo raffugura nel suo spelendore originale, è come una fotografia che ci da un idea precisa di come era stato costruito, sulla porta principale, che guarda la città, si nota lo stemma appartenente alla Signoria dei Malatesta (una rosa con quattro petali e un elefante) e una targa posta di lato allo stemma con inciso il nome di Sigismondo Pandolfo (che nel castello morì il 9 ottobre del 1468), scritta con caratteri assolutamente gotici. Nella parte centrale del castello vi erano gli appartamenti residenziali , e ovviamente era sede delle sale più belle, piene di mobili di pregio, arazzi, affreschi e quadri. Oggi il Castello appartiene al comune di Rimini, che grazie a un investimento effettuato dalla Cassa di Risparmio di Rimini per restaurarlo, è diventato sede di eventi culturali.


Piazza tre Martiri piazza_tre_martiri
Un armonia di forme simmetriche caratterizza una delle piazze più belle di Rimini : piazza tre Martiri. L'area d'origine della piazza era il foro romano dell'antica Ariminium(un incrocio strategico tra la strada che collega mare a collina e la strada Emilia); il foro era pavimentato con grandi lastre di pietra (ancora visibili nella piazza in zone protette e recintate), e il porticato era sede di botteghe di macellai. Piazza tre Martiri, nel corso della storia è stata teatro e testimone di migliaia di eventi (feste, tornei, assemblee pubbliche), oggi è sede del "passeggio" di tutti coloro che visitano e abitano la città di Rimini. Nella parte orientale della piazza si vede la torre dell'Orologio, eretta nel 1547 e ricostruita nel 1759 da Francesco Buonamici (belli l'orologio centrale del 1562 e il quadrante lunare del 1750); di fianco alla torre è posto palazzo Brioli (era sede di un osservatorio geologico, nel quale si effettuavano studi in merito alle deformazioni dell'area geografica tra Rimini e Roma); a ovest della piazza sorge palazzo Tingoli (costruzione settecentesca distrutta e restaurata più volte oggi sede del Credito Italiano); a sud della piazza è sito il tempietto di Sant'Antonio da Padova, realizzato nel 1518 e ristrutturata nel 1672 ( una costruzione a base ottagonale costruita nel punto in cui Sant'Antonio compì il miracolo della mula - il santo era in piazza a celebrare il sacramento dell'eucarestia, passò un contadino con un asino che non volle prendere l'ostia, la mula invece si fermò e si inginocchio davanti al santo -); sempre nella piazza statua in bronzo e pietra miliare dedicata a Giulio Cesare (pare che il quel punto l'imperatore romano parlò ai soldati dopo aver passato il Rubicone) risalente al 1500.


Tempio Malatestiano tempio_malatestiano_rimini
Non è solo il più bel monumento di Rimini, è una delle costruzioni più rilevanti del Rinascimento italiano; voluto e fatto realizzare da Sigismondo Malatesta per rappresentare la sua gloria con l'aiuto dei massimi esperti dell'arte e dell'architettura del tempo. Il tempio nasce sui resti di una chiesa francescana grazie al permesso ricevuto da Malatesta direttamente da papa Niccolò V, Sigismondo iniziò i lavori della cappella nel 1450, e lo fece (a dir suo) per fare un voto a Dio; l'idea originale di Sigismondo era quella di realizzare una ricostruzione fedele della chiesa francescana nella parte interna, e una costruzione ex novo della facciata esterna in chiave decisamente più moderna; l'architetto chiamato per progettare la facciata esterna fu Leon Battista Alberti. Sigismondo non badò a spese, fece raccogliere tutto il marmo del vecchio porto romano e quando questi terminò, commissiono marmo da Istria, Verona e Ravenna; ma le disponibilità economiche del signor Malatesta terminarono, e i lavori si interruppero (erano completate solo tre cappelle interne e metà facciata) e Malatesta fù scomunicato dal papa Pio II perchè il tempio, che appariva più pagano, era troppo sfarzoso. I lavori ripresero tra la fine del '4'' e l'inizio del '500, e li terminarono i francescani, non tenendo più in considerazione il progetto di Alberti. Il tempio ha subito gravi danni e conseguenti ristrutturazioni, il più importante restauro è stato effettuato a fina anni '90, per preparare il tempio al Giubileo 2000, e oggi si può ammirare in tutto il suo splendore. La parte esterna è tutta di marmo, nella parte inferiore della facciata si notano tre archi, due ciechi e uno aperto per consentire l'ingresso al tempio, la parte superiore è incompiuta. Le facciate laterali, sempre in marmo, hanno sette archi ciechi con altrettante finestre, a forma ovivale, poste in alto. L'interno cala il visitatore in un atmosfera surreale caratterizzata dal "bello" allo stato puro: una sola navata, ricoperta da travi di legno. dalle quali partono le arcate che chiudono alla base le cappelle. Salta all'occhio la differenza tra la parte voluta da Sigismondo (ricca di ornamenti, sculture e fregi) e la parte realizzata dopo la sua morte; il sepolcro di Sigismondo, posto a destra, tutto in marmo, caratterizzato da due bassorilievi che raffigurano il profilo dello stesso Sigismondo; nella prima cappella, realizzata in onore di San Sigismondo re di Borgogna, si vede un balconcino retto da putti marmorei che reggono lo stemma malatestiano; in tutto il tempio si possono vedere gli angeli scolpiti da Agostino di Duccio; nel fondo del tempio ha sede la cella delle Reliquie, vi si accede attraversando una porta del quattrocento e all'interno si può ammirare il disegno originale preparato da Piero della Francesca per poter realizzare l'affresco (che è posto della quarta cappella) raffigurante Sigismondo Malatesta inginocchiato davanti a San Sigismondo re di Borgogna (l'affresco oltre ad essere bello è l'unica testimonianza di come era stato fatto il castello Sismondo che si scorge alle spalle di Sigismondo): nella seconda cappella, una statua di San Michele Arcangelo , e il sarcofago di Isotta degli Atti (grande amore di Sigismondo Malatesta); nella terza cappella bassorilievi realizzati da Agostino di Duccio, uno dei più beli raffigura Rimini sotto il segno del Cancro; tra i capolavori più interessanti da vedere all'interno del tempio: il Crocifisso di legno realizzato da Giotto, realizzato dall'artista toscano nel 1312 appositamente per l'antica chiesa francescana e una tela del Vasari.


Santa Chiara santa_chiara_monastero_misericordia_rimini
Ultima chiesa realizzata prima della caduta dello stato Pontificio, realizzata assieme a un convento per ospitare suore Clarisse (pare che San Francesco in un suo pellegrinaggio si sia riposato proprio dove sorge il convento), di struttura neoclassica, la cupola dipinta da Bilancioni, e alle spalle del'altare maggiore l'immagine della Madonna della Misericordia ( la chiesa è famosa proprio per un episodio legato a questo quadro, pare l'11 maggio del 1850, gli occhi della madonna cominciarono a muoversi; questo "miracolo" attirò una folla innumerevole di fedeli).


Arco d'Augusto
Realizzato per onorare Ottaviano Augusto nel 27 a.C. segna la partenza della via Flaminia, è uno dei monumenti più belli e più antichi di tutta l'epoca romana. L'arco era la porta della città di Ariminum ed era seguito da mura e torri, andate distrutte; realizzato in pietra d'Istria è inserito in una cornice quadrata, sorretto da colonne elegantemente decorate; è in effetti un arco strano per essere un vero e proprio ingresso cittadino, vista la dimensione (9mt) non poteva avere una porta. veniva comunque visto come simbolo di pace. Quattro scudi con l'immagine di Nettuno, Giove, Minerva e Apollo lo caratterizzano, successivamentein epoca medievale è stata aggiunta una parte superiore merlata.

Última actualización el Jueves 17 de Junio de 2010 15:02